Il bordo di uno dei Crateri Silvestri sull'Etna, con pendii di scorie rosse e nere e ciuffi di vegetazione sotto un cielo sereno
Crateri Silvestri, Etna — foto: Matthias Süßen · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Da molte strade di Catania l'Etna compare sullo sfondo, e salirci è una delle esperienze più intense che il territorio sa offrire. Con un minimo di organizzazione la visita si fa comodamente in giornata. Il vulcano attivo più alto d'Europa è iscritto dal 21 giugno 2013 nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO, e i suoi versanti sono tutelati dal Parco dell'Etna, istituito nel 1987. Ecco come prepararsi per salire dal versante sud, il più semplice da raggiungere partendo dalla città.

Il versante sud: Nicolosi e il Rifugio Sapienza

L'accesso classico da Catania passa per Nicolosi, il paese che ospita la sede del Parco. Da qui la strada provinciale 92 sale fino all'area del Rifugio Sapienza, a circa 1.900 metri di quota, dove si trovano parcheggi, punti di ristoro e la stazione di partenza della funivia. Chi non vuole guidare può contare sull'autobus di linea AST che collega Catania, con partenza da piazza Giovanni XXIII, al Rifugio Sapienza: il servizio è quotidiano, salvo alcune festività, ma prima di mettersi in viaggio è sempre bene verificare orari e condizioni sui canali dell'azienda.

I Crateri Silvestri, la prima tappa

A pochi passi dal piazzale si aprono i Crateri Silvestri, coni nati durante l'eruzione del 1892 e intitolati al vulcanologo Orazio Silvestri. La strada provinciale passa proprio tra il Silvestri Superiore e quello Inferiore, e i sentieri che ne seguono i bordi sono alla portata di quasi tutti. È il modo più immediato per camminare dentro un paesaggio vulcanico: sabbie nere, scorie rossastre, ciuffi di vegetazione che resistono al vento. Nelle giornate limpide il panorama si apre verso la costa.

Anche questa passeggiata, per quanto facile, chiede un po' di attenzione: si cammina su terreno sciolto e spesso in pendenza, ed è meglio restare sui tracciati battuti.

La funivia e le quote più alte

Dal Rifugio Sapienza parte la Funivia dell'Etna, che risale il fianco della montagna per circa due chilometri fino a una stazione di arrivo intorno ai 2.500 metri. L'impianto è stato più volte danneggiato dalle eruzioni e ricostruito: un promemoria concreto di quanto questo vulcano sia vivo. Oltre la stazione a monte si prosegue con i mezzi fuoristrada autorizzati e poi a piedi, sempre lungo i percorsi consentiti.

Qui vale la regola più importante della giornata. L'accesso alle zone sommitali è disciplinato da ordinanze dei Comuni del vulcano, che stabiliscono fasce di quota ad accesso libero, fasce percorribili solo con accompagnamento professionale e aree interdette. Le soglie dipendono dall'attività eruttiva e possono cambiare con poco preavviso. I professionisti abilitati ad accompagnare gruppi sui vulcani attivi sono le guide alpine e vulcanologiche del Collegio regionale siciliano: sceglierle non è una formalità, ma il modo per avvicinarsi ai crateri con chi conosce il terreno e segue lo stato del vulcano giorno per giorno.

Prima di partire: l'Etna è un vulcano attivo e le condizioni cambiano spesso. Il giorno prima consulta gli aggiornamenti dell'INGV - Osservatorio Etneo e le informazioni del Parco dell'Etna, e sul posto segui sempre la segnaletica e le indicazioni delle guide.

Cosa indossare, anche in piena estate

Salendo di quota la temperatura scende e il vento può farsi sentire, anche quando in città fa caldo. Conviene vestirsi a strati: una maglia traspirante, uno strato caldo e una giacca antivento, da aggiungere o togliere secondo il bisogno. Ai piedi servono scarpe da escursionismo con una buona suola, perché sabbia vulcanica e scorie sono scivolose e abrasive; le scarpe da città non sono adatte. Completano la dotazione occhiali da sole, cappello, crema solare e una scorta d'acqua sufficiente per tutta la giornata. In inverno, quando la neve è abbondante, sul versante sud funzionano anche gli impianti sciistici, e l'attrezzatura va pensata di conseguenza.

Come organizzare la giornata

Partire presto conviene: si ha il tempo di non correre, di fermarsi dove si vuole e di adattare il programma se le condizioni in quota cambiano. Una traccia possibile prevede la salita al Rifugio Sapienza, una passeggiata sui Crateri Silvestri e poi la funivia, con l'eventuale escursione guidata verso le quote più alte se le ordinanze e il meteo lo permettono. Chi preferisce ritmi più tranquilli può fermarsi ai crateri e dedicare il resto della giornata a Nicolosi e ai paesi del versante. Al rientro, Catania è ai piedi del vulcano: la sera, percorrendo via Etnea, che punta dritta verso la montagna da cui prende il nome, è bello ritrovare con lo sguardo la sagoma dell'Etna appena visitato.

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