Catania è una città costruita più volte sopra se stessa. Terremoti e colate laviche hanno sepolto, strato dopo strato, la città antica, e sotto le facciate barocche del centro storico sopravvive ancora molto di Catina, il nome latino della città. Per scoprirla non servono lunghi spostamenti: i principali monumenti di età romana sono concentrati in pochi isolati, tra via Vittorio Emanuele, piazza Duomo e piazza Stesicoro, e si possono unire in un'unica passeggiata.
Il teatro, incastonato tra le case
Il teatro antico si trova in via Vittorio Emanuele, sulle pendici meridionali della collina di Montevergine, dove sorgeva l'acropoli della città antica. Entrando si ha l'impressione di un monumento abbracciato dalle abitazioni: per secoli le case sono state costruite sopra le gradinate, e alcune sono ancora lì, a ridosso della cavea. Due di queste, Casa Liberti e Casa Pandolfo, sono state risparmiate dalle demolizioni e oggi ospitano un Antiquarium con i reperti emersi dagli scavi.
L'edificio ha avuto più fasi. Le prime risalgono al I secolo d.C.; nel II secolo il teatro fu ampliato con un ingresso monumentale, una cavea più grande e un edificio scenico riccamente decorato, e venne modificato ancora nel III e IV secolo, prima dell'abbandono tra V e VI secolo. Per le fasi romane furono impiegati blocchi squadrati di pietra lavica, con elementi decorativi in marmo. Non mancano tracce di un teatro più antico, di età greca, probabilmente legato al santuario di Demetra e Kore individuato nella vicina via Crociferi. Un dettaglio curioso: l'orchestra viene spesso allagata da una sorgente d'acqua, che in passato è stata confusa con il fiume Amenano.
L'Odeon, il piccolo teatro accanto
Sul lato orientale del teatro si trova l'Odeon, un edificio semicircolare più piccolo che poteva accogliere circa 1.500 spettatori. Fu costruito nella stessa fase in cui il teatro venne ampliato e serviva per gare poetiche e musicali e per le prove degli spettacoli messi in scena nel teatro maggiore. I due edifici formano un unico sito archeologico, gestito dal Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell'Aci: dall'alto della cavea dell'Odeon si capisce bene quanto la città moderna sia cresciuta a stretto contatto con quella antica.
L'anfiteatro di piazza Stesicoro
Risalendo via Etnea si arriva in piazza Stesicoro, dove, parecchi metri sotto il livello della strada, compare un tratto dell'anfiteatro romano. È solo una piccola parte, nel settore occidentale, di un edificio imponente: costruito probabilmente nel II secolo d.C., tra i regni di Adriano e Antonino Pio, e ampliato nel III secolo, aveva una circonferenza esterna di 309 metri e poteva ospitare circa 15.000 spettatori seduti. Il resto è ancora sepolto sotto le vie e gli edifici intorno, come via Neronica e via Manzoni.
Era costruito in pietra lavica dell'Etna, rivestita di marmo nelle parti decorative, e proprio per questo nei secoli è diventato una riserva di materiale da costruzione. Nel V secolo il re Teodorico ne autorizzò l'uso come cava, e in età normanna i suoi blocchi servirono per la cattedrale di Sant'Agata: alcuni sono ancora riconoscibili nelle absidi del Duomo. I resti che vediamo oggi sono stati riportati alla luce con gli scavi condotti tra il 1904 e il 1906. Chi arriva con la metropolitana trova una fermata proprio in piazza Stesicoro.
Le terme sotto il Duomo e la Rotonda
Anche piazza Duomo nasconde un monumento romano. Sotto la piazza e la cattedrale si estendono le Terme Achilliane, un complesso termale datato al IV-V secolo, anche se alcuni studiosi lo ritengono più antico, a cui oggi si accede attraverso il Museo diocesano. La sala centrale ha una volta a crociera sostenuta da quattro pilastri e conserva resti di stucchi dipinti con amorini e tralci di vite. Il nome è noto grazie a un'iscrizione greca in marmo che cita le terme, oggi conservata nel museo del Castello Ursino. Il complesso fu sepolto dai terremoti del 1169 e del 1693.
A nord del teatro, con ingresso da via Rotonda, si trovano le Terme della Rotonda, costruite tra il I e il II secolo d.C. Il nome viene dalla sala circolare di circa undici metri di diametro, coperta da una cupola. Verso la fine del VI secolo, quando le terme erano ormai abbandonate, la sala fu trasformata in chiesa: all'interno restano affreschi medievali e settecenteschi, tra cui immagini della Madonna e di santi vescovi. È uno di quei luoghi dove, in pochi metri, si leggono insieme l'età romana, quella bizantina e quella barocca.
Consigli per la visita
I siti archeologici hanno modalità di accesso diverse e non sempre sono aperti negli stessi giorni: prima di uscire conviene consultare la pagina del Parco archeologico di Catania e della Valle dell'Aci e quella del Comune di Catania dedicata all'anfiteatro. Servono scarpe comode, perché gradinate e percorsi sono irregolari, e nei mesi caldi è meglio visitare il teatro nelle ore meno assolate, dato che la cavea offre poca ombra. Un buon ordine è partire dal teatro e dall'Odeon, scendere verso il Duomo e chiudere in piazza Stesicoro: così la città romana si ricompone pezzo dopo pezzo, sotto quella di oggi.
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